Cannavaro: "Chiedo scusa ai miei genitori. Il Napoli è stato un sogno"
L'ex Pallone d'Oro, Fabio Cannavaro, è stato uno dei migliori calciatori della sua generazione. Ma non rinnega le proprie origini.

Fabio Cannavaro ha superato i 50 anni (a settembre ne compirà 51), ma negli occhi degli sportivi napoletani e non solo resta il solito "scugnizzo" che in campo faceva ammattire gli attaccanti avversari. L'ex Pallone d'Oro rilasciò delle interessanti dichiarazioni al Corriere della Sera.
"Oggi sono un uomo più vecchietto (ma anche no, sorride), ma mi sento bene e in forma e di questo ringrazio Dio. Tiro la linea: ho fatto calcio ad alti livelli, ho iniziato nella squadra della mia città, ho vinto in piazze importanti. Sono l’ultimo italiano che ha un Pallone d’oro in bacheca. Ho avuto fortuna? Forse sì. Ma sono stato anche bravo a farmi trovare pronto. Bisogna saperci salire sui treni, quando passano. Non ho mollato nulla. E mica è finita…", le parole di Cannavaro.
Nei prossimi 50? "Non esageriamo! Voglio allenare. Ho fatto gavetta e carriera all’estero, sono stato in Iran, Arabia, Qatar, Cina. Ho vinto e adesso vorrei tornare in panchina. Sono uno caparbio, sa?".
Un rimpianto e un desiderio. "Chiedo scusa ai miei genitori per il tempo che gli ho sottratto, oggi me ne rendo conto perché li vedo più anziani e in qualche modo più fragili. Il desiderio è appunto recuperare".
È stato in tante squadre, qual è quella che l’ha resa più felice? "Il Napoli, iniziare lì è stato un sogno e poi tutte quelle dove ho vinto. Non ci sono maglie o bandiere: ho dato il massimo ovunque".
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